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Figli costituenti

Iniziativa per proposta di Legge sull’equità generazionale e la sostenibilità ambientale

Accogliamo con soddisfazione, ve lo diciamo subito e senza nasconderci, l’iniziativa di +EUROPA, il partito politico di cui (con non poche polemiche) a gennaio si è svolto il Congresso fondativo.

Soddisfazione, seppur moderata, perché, al netto di alcune perplessità (di cui parleremo più avanti) la Legge di iniziativa popolare che stanno promuovendo, e soprattutto il nome della Campagna mediatica, “FIGLI COSTITUENTI“, ci piace, e ci sembra decisamente in linea con ciò che il nostro Paese, ve lo andiamo dicendo ormai da un po’, avrebbe disperato bisogno: ridurre le disuguaglianze generazionali.


La proposta

La proposta di legge in sé consiste nell’inserimento di due postille, all’interno dell’Articolo 2 e dell’Articolo 9 della Costituzione della Repubblica Italiana:

Fonte: https://figlicostituenti.eu/la-proposta/

La Legge di iniziativa popolare si muove su 3 Obiettivi:

  1. Equità generazionale
  2. Crescita sostenibile
  3. Difesa dell’ambiente

Il richiamo all’Agenda 2030 dell’ONU, e alla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile Italiana, in tal senso, sono tanto appropriati quanto inevitabili.

La soluzione proposta è dunque di inserire in Costituzione precisi riferimenti ai tre obiettivi, affinché non possano essere ignorati o aggirati dal Governante, come è avvenuto e avviene.


Perché firmarla

  1. Perché almeno è qualcosa. Non la guardiamo come si guarda Napoleone il liberatore, ma dobbiamo riconoscere che questa proposta è il primo tentativo in assoluto mai compiuto dalla politica, di riequilibrare il divario tra generazioni. Potrà anche fallire in quanto a numero delle firme, ma già iniziare parlare di questi temi ci sembra positivo.
  2. Siamo d’accordo con le premesse. Le motivazioni della proposta per il primo Obiettivo (Equità generazionale) ci sembrano oneste e veritiere. Ve le riportiamo:

Le scelte compiute da chi c’è “qui ed ora” possono rendere impossibile la vita a chi verrà domani, e il cambiamento climatico ne è solo l’esempio più lampante.
Ma purtroppo chi vivrà domani non può sedersi al tavolo del “contratto sociale” per far valere i propri interessi.
Le generazioni future sono costrette a subire gli effetti di scelte politiche fatte adesso, sulla base dell’opinione pubblica di adesso, e su cui non hanno voce in capitolo.
In Italia questo squilibrio ha portato a risultati drammatici.
Debito pubblico altissimo
spese in istruzione scarsissime
regali elettorali al posto degli investimenti
nessun sostegno al lavoro femminile
devastazioni ambientali
Questa è stata la moneta con cui i politici si sono comprati – e continuano a comprarsi – il consenso delle generazioni più affollate e benestanti.



Le nostre perplessità

  1. Un tentativo di “mettersi in scia” a Greta? Siamo onesti, un po’ di puzza di “giovanottismo” la si sente. Per essere più chiari, come tante altre manifestazioni di stima e fraterni abbracci di parole con la giovane attivista svedese, anche il lancio della campagna per la raccolta firme in concomitanza con la visita a Roma di Greta Thunberg desta in noi il terribile sospetto che sia l’ennesima iniziativa di marketing per strappare qualche voto ai millennials in vista delle Europee. Del resto, la corsa ai “giovani”, questi poveri disgraziati di cui tutti fanno finta di interessarsi finché gli conviene, sta passando da Greta per tanti: Partiti Politici e Istituzioni Pubbliche in primis, ma anche tante Organizzazioni Non Governative.
  2. Le leggi di iniziativa popolare non funzionano. Un giretto su Wikipedia, se proprio non abbiamo tempo di riaprire la Costituzione, può farci capire molte cose. Vi sottolineiamo un passaggio: “Nella legge nazionale che disciplina la materia non è mai stato inserito un termine massimo entro cui portare in discussione una proposta di iniziativa popolare“. Ciò significa, in parole povere, che anche se +EUROPA riuscisse a raccogliere le firme necessarie a portare la proposta di legge in Parlamento, sarebbe comunque necessario che un numero congruo di Onorevoli si attivasse per metterla all’Ordine del Giorno. E da lì in poi molte cose potrebbero succedere… come ad esempio che venga approvata così com’è a maggioranza, o totalmente stravolta, o ancora… che venga bocciata e non se ne parli più.
  3. L’apposita Commissione Parlamentare prevista dalla Legge di iniziativa popolare di +EUROPA sarebbe manipolabile o ignorabile dal Governo in carica, proprio come tutte le altre Commissioni. Avete presente le recenti Leggi di Bilancio tragicomiche emanate dal Governo del Cambiamento, e la relativa DEF (Documentazione Economica Finanziaria) ridicola che ogni volta le accompagna? Ecco: per forza o per amore, la Commissione Bilancio ogni volta le approva. Dobbiamo aggiungere altro?

Se volete contribuire

In ogni caso, la campagna per la raccolta firme è appena partita: chi fosse interessato a partecipare attivamente potrà trovare tutte le informazioni qui.

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